“4 anni fa potevo giocare a Pomigliano con mio fratello ma feci una scelta sbagliata per come poi sono stato trattato dall’Isernia, meritavo più rispetto e gratitudine”

Con i 52 gol stagionali l’attaccante Nicola Panico campano doc e fratello di Giulio Panico (centrocampista Portici) negli anni si è costruito in Molise la sua nuova casa, dove ha la fidanzata e gli amici. La Campania come ammette lui stesso non gli manca, l’unico rimpianto è forse quello di non aver accetto la proposta del Pomigliano 4 anni fa e di giocare col fratello.

Stagione molto positiva, conquista della Serie D col Macchia e un record di 52 gol fatti, del quale si sta parlando tantissimo.

“Dall’ottava giornata di ritorno ho avuto una media di 2 o più gol a partita, però è stato un crescendo grazie anche al contributo della squadra. Abbiamo fatto tanti record, gol fatti, gol subiti e vinto partite con punteggi importanti”.

Un record che in altre regioni come la Campania è difficilissimo se non impossibile da raggiungere.

“Molto difficile perché se guardi la classifica marcatori del Molise dietro di me ci sono calciatori che hanno fatto 40-20 gol, tutto agevolato da difese che non trovi in Campania o Puglia. Poi questi numeri sono dovuti anche alla composizione di una rosa fortissima”.

Il Vastogirardi è una squadra che voi avete affrontato in campionato, quale avviso puoi dare al Cervinara.

“Il Vastogirardi è una squadra molto fisica, il suo punto di forza era il campo loro molto piccolo, dove non si poteva giocare molto e collezionato molti punti anche se hanno perso punti assurdi contro squadre retrocesse, esempio il Gambatesa. Contro di noi hanno perso 4-1 ma penso che il Cervinara al 90% passa. La Campania è molto più favorita, ho visto gli highlights sia di Battipaglia che Sorrento con il Cervinara squadra molto in salute. Sono andato a vedere la finale play off Vastogirardi-Isernia, loro potevano stare 2-3 gol in vantaggio nel primo tempo ma sono calati nella ripresa, infatti l’Isernia ha pareggiato e rischiato anche di vincerla”.

Hai giocato diversi anni ad Isernia, come mai questa stagione hai deciso di lasciare la squadra.

“Non l’ho deciso io, sarei rimasto volentieri. In società è entrato qualcuno che ha avuto la brillante idea di farmi andare in una squadra a 5 Km da Isernia e farmi battere tutti i record possibili e immaginabili”.

Il Macchia la prossima stagione disputerà la Serie D, quali sono i programmi della società?

“Il blocco della squadra composto da 6-7 giocatori dovrebbe restare ma ancora non si sa se sarà fatta la fusione con un’altra società, può darsi che si farà calcio in una piazza più importante. Però ancora tutto è in alto mare, se dovessimo rimanere con il titolo del Macchia potremmo giocare ad Isernia e allenarci a Macchia”.

Come mai in Campania hai trovato poco spazio? Scelta tua o non ci sono state offerte così importanti da giocare qui.

“Ho giocato diversi anni in Campania con Giugliano, Puteolana ed Ercolanese, poi per problemi familiari sono dovuto andare via. In realtà ho ricevuto diverse offerte come il San Giorgio di Sarnataro però ho sempre preferito stare lontano perché ho la mia fidanzata e i miei amici che sono in Molise. Non mi piace l’idea di tornare in Campania e avvicinarmi a casa. Mi trovo bene in Molise, dove il calcio si vive con meno pressione rispetto alla Campania”.

Tuo fratello (Nicola Panico) ha vinto un campionato molto difficile, forse il più difficile degli ultimi anni.

“Siamo 3 fratelli e una sorella. L’altro mio fratello si è visto tutte le partite del Portici mentre mia sorella e mia madre sono tifosissime del Portici. Io ho visto alcune partite tra cui con il Savoia e Afragolese. E’ stato uno dei campionati più belli al quale abbia mai assistito, tutte le squadre si equivalevano. Il Portici ha dimostrato di avere più cuore rispetto alle altre con un gruppo più solido. Mio fratello è felicissimo perché finalmente ha vinto un campionato, anche se era il primo anno di Eccellenza”.

Un giorno potreste giocare insieme?

“Quattro anni fa stavo per andare a Pomigliano con i Pipola presidente e Cimmino allenatore e con un budget molto più superiore a quello che mi proponeva l’Isernia sempre in D. Alla fine decisi di rimanere lì per gli stessi motivi che ti ho detto prima e mio fratello ci rimase molto male perché voleva fare un anno insieme a me. Feci quella scelta ed ho sbagliato per come poi sono stato trattato ad Isernia, senza rispetto e gratitudine. Volevo fare il capitano, ero molto legato alla città. Oggi non rifarei quella scelta”.