Il giocatore saluta la piazza di Cicciano, ringrazia mister Peluso e la Mariglianese per averlo accolto e lancia bordate al suo ex presidente

Luigi Terracciano va all’attacco. Dopo la stagione al Cicciano, il calciatore approda in Eccellenza con la Mariglianese dove ritrova il tecnico Antonio Peluso. E le sue parole di addio al Cicciano sono dolcissime per i tifosi e aspre per la società: “Volevo ringraziare soprattutto i tifosi per questi 3 anni stupendi ricchi di emozioni dove anno per anno con una solida base abbiamo cercato di realizzare un sogno quello dell’eccellenza. Sono stato orgoglioso di poter essere stato il capitano per alcune partite del Cicciano perché Cicciano è casa mia,  vorrei ringraziare i presidenti dei due anni precedenti Gatta e Paolino Coppola perché si sono dimostrati anche con qualche difficoltà delle persone serie perché tengono molto al Cicciano. Per quanto riguarda quest’anno le cose fino a dicembre sono andate bene e stavamo combattendo per la promozione in eccellenza, purtroppo da gennaio non si è capito più nulla personalmente vorrei dire che a dicembre ho avuto una forte pubalgia che mi ha costretto a non giocare sui miei livelli sarei dovuto stare fermo ma per amore della maglia mi sono pagato io le ingenti spese delle terapie (senza nessun contributo della società quando poi mi erano state promesse ). Per poter giocare a febbraio contro l’Albanova ho preso una squalifica di 16 giornate ingiusta e insensata per delle cose che mi sono state attribuite dall’arbitro ma totalmente infondate e false e questo mi ha abbattuto perché da quando gioco a calcio mi sono sempre distinto per la mia educazione verso tutti, dagli arbitri a tutti gli addetti ai lavori. Purtroppo prendo atto di questa scellerata e folle squalifica, per fortuna mi restano poche giornate ringrazio il mister Peluso, i miei compagni dell’anno scorso e la società della Mariglianese per avermi dato fiducia nonostante questo fardello e quello che posso dire è che darò tutto per questa maglia per la massima professionalità che mi ha sempre contraddistinto. Per quanto riguarda il presidente Vacchiano sono stato veramente deluso come persona ma onestamente non merita più di tanta attenzione perché quest’anno ci ha abbandonati e solo grazie alla forza della squadra soprattutto mentale ha fatto sì che si arrivasse alla finalissima. Perché eravamo soli da gennaio e dopo che la squadra è arrivata in finale volevano salire tutti sul carro ma per salire sul carro c’è bisogno di fare la propria parte non nascondersi dietro una bugia”.