Il direttore sportivo dei granata tra presente e futuro si racconta ….

Rosario, tra qualche giorno inizia la tua ennesima stagione sportiva …. nonostante passa il tempo per te, è sempre come se fosse la prima volta….

Tra un mese inizia la nuova stagione agonistica, riparto nuovamente con il Casavatore, dove svolgerò ancora il ruolo di direttore sportivo, passano gli anni ma in me resta sempre l’emozione come se fossi ancora un calciatore….

Vuoi ripercorrere un po’ la tua gloriosa carriera di calciatore e dirigente. …

La mia carriera caĺcistica sì verte su due fasi, la prima quella da calciatore inizia nel 1974 nel GG Soccavo,  dopo un esperienza nel Rugby con la Partenope, approdai al calcio e subito dopo un campionato a Soccavo grazie soprattutto alle 20 presenze nella rappresentativa Campana Juniores con mister Mario Keller, fui acquistato nel 1975 dalla squadra del quartiere Stella, la mitica AC SANITÀ, dove militava già mio fratello Ciro, dove era il capitano di quello squadrone allenato da mister Gennaro Rossi detto o’Pruffusor, che mi fece debuttare in Coppa Italia contro l’Afragolese a 17 anni in una squadra dove militavano calciatori formidabili, oltre a mio fratello Ciro, c’erano Salvatore Guerra, Autieri, Milo, Oliva, Giliberti, Buono, Elmo e tanti altri che al momento non ricordo, fu subito amore a prima vista con quella maglia sono rimasto per 13 anni, con oltre 400 presenze e 43 gol, anche e soprattutto perché la gente di quel quartiere ci faceva sentire degli EROI dopo la vittoria di CAMPIONATO e Coppa Campana con mister Vignis, bomber Buoncammino, Ranucci e Peppe Rosolino, stracciammo tutti da Nord a Sud vincendo tutto quello che si poteva vincere, a fine anno l’allora Direttore Langella Gennaro mi cedette al Saviano di Mister Lubrano, ma quella maglia la sentivo mia, e decisi di rimanere anche rinunciando alla Serie D, diventando da allora il capitano fino al 1988, quando decisi per motivi di lavoro (avevo un ristorante con mio fratello Ciro) di appendere le scarpe al chiodo dopo 411 presenze con la maglia biancazzurra dell’Asd Sanità, poi un giorno dopo circa 25 anni incontro un mio ex compagno di squadra, ossia Giovanni Peluso che oltre a far diventare un buon calciatore mio figlio Gianmarco, mi convince a scendere in campo, ma non più come calciatore, bensì come dirigente del Boys Melito, dove restiamo per 3 anni raggiungendo per 3 anni consecutivi l’obiettivo prefisso del mantenimento della categoria, poi insieme passiamo a Casoria con il città di Casoria, dove al primo anno c’entriamo i play-off, raggiungendo la finale persa contro il Quartograd, dopo due anni, ci trasferiamo a Casavatore dove il calcio mancava da varie stagioni, qui nei primi due anni, altrettanti stagioni soddisfacenti, con squadre giovani, allenate da mister Mazza e mister Caiazza.

Dopo varie stagioni di assestamento cercherete di alzare il tiro o l’obiettivo resterà sempre una salvezza tranquilla?

Quest’anno dopo aver piazzato molti giovani a squadre di categorie superiore (ultimo Di Martino alla Casertana) abbiamo rifondato di nuovo la squadra con il neo mister Polizio Alessandro e tanti giovani, il nostro obiettivo sarà il mantenimento della categoria e mantenere il calcio in una piazza storica come Casavatore  dove la maglia Granata è una reliquia intoccabile…

Uno dei vostri grossi problemi è sempre legato alla perenne indisponibilità del campo di Casavatore ci sono novità positive in tal senso?

La problematica del campo speriamo che si risolva al più presto, perché riaprendo il “Sallustro”, avremo la possibilità di giocare nel nostro fortino con i nostri passionali tifosi.