La neonata società di Ottaviano si è presentata al pubblico presso il Ristorante il “Falangone” con idee ben chiare per il futuro. Sono itervenuti i Presidenti Ammirati e Battaglia, il tecnico D’Avino e il capitano Pirrone

OTTAVIANO – Finalmente ci siamo anche noi. La Virtus Vesuvio si presenta ufficialmente ed ha approfittato di una location da urlo – quella del ristorante “Il Falangone” – per dare ufficialmente il via alla stagione. Aspettando il varo dei gironi e calendari, la società non ha voluto lasciare nulla al caso, organizzando un evento in grande stile per dare lustro e merito a chi, da oltre un mese, lotta e suda al “Comunale” per preparare al meglio la stagione che verrà.
Non solo campo, dunque, per una realtà giovane ma con le idee molto chiare ed ambiziose. Si parte dalla Terza Categoria ma quello della Virtus è progetto a tutto tondo che – si spera – nel più breve tempo possibile possa coinvolgere l’intera area vesuviana. Sotto il profilo tecnico, la garanzia si chiama Antonio D’Avino: pieni poteri al tecnico ottavianese chiamato a trasmettere le sue idee, calcistiche e non, ad un gruppo che ha tutto per stupire. “Nell’ultima estate ho avuto diversi colloqui con la società – esclama l’ex tecnico del Diaz Ottaviano -, la Virtus Vesuvio mi ha fatto intendere sin da subito che tipo di impronta si vuole dare a questo progetto. Ne sono rimasto subito affascinato ed ho deciso di raccogliere questa sfida. Terza Categoria? Non importa da dove partiamo, amo il calcio a 360° e la categoria per me non sarà mai un problema. Sono concentrato sul lavoro da fare coi ragazzi, sulle idee da trasmettere in campo ad un gruppo del tutto nuovo ma che da subito si è integrato, creando un grande spirito di spogliatoio. Bisogna primeggiare per cultura sportiva, sono convinto che i risultati saranno una conseguenza di tale percorso”.
Tocca poi ai due patron, Luigi Ammirati ed Armando Battaglia, illustrare i perchè di un progetto nato dal nulla, in una notte di mezza estate: “Sembrava quasi una provocazione – esclama Luigi -, poi però ci siamo resi conto che un’idea del genere poteva funzionare. Creare una realtà che fosse tutta nostra, rendendola a nostra immagine e somiglianza. Fare leva sullo sport per trasmettere quei valori e quei principi che da sempre ci hanno contraddistinto. Non è stato semplice ma con l’aiuto di tanti amici che da subito hanno sposato e condiviso il nostro percorso, possiamo urlare a gran voce che siamo qui a difendere la nostra terra. Vogliamo proporre un progetto che possa gettare delle basi solide, e che soprattutto possa durare e migliorarsi nel tempo, coinvolgendo la gioventù locale e creando un senso di appartenenza”.
Sulla stessa lunghezza d’onda prosegue l’altro patron, Armando, che spiega più nel dettaglio la scelta del logo e dei colori sociali, anche questi studiati a tavolino: “Lo stemma è un chiaro omaggio al nostro Vesuvio. L’azzurro rappresenta il cielo, il grigio invece è un richiamo alla natura vulcanica della nostra terra. Li abbiamo scelti come colori sociali e li difenderemo in giro per i campi della Campania. Obiettivi? Sotto il profilo strettamente sportivo, non conosciamo ancora i nostri avversari, non ci nascondiamo dietro un dito, vogliamo vincere e proveremo da subito a toglierci le nostre soddisfazioni”.
Ultimata la presentazione delle maglie ufficiali, svelato anche l’arcano legato al nome del capitano. Fascia sul braccio di Ottavio Pirrone che – visibilmente emozionato – ha parlato per la prima volta alla squadra: “E’ per me un onore indossare questa fascia, un segnale di stima da parte della società e dello spogliatoio, che mi trasmette un ulteriore senso di responsabilità nei confronti di tutti, sia dentro che fuori dal campo. Cercherò di meritarmela, dando il buon esempio a tutti. Non è la prima volta che ricevo tale onore, considerando i miei trascorsi calcistici, ci tengo però a fare un plauso a questo gruppo che fin da subito ha dimostrato grande coesione e spirito d’abnegazione. Abbiamo le potenzialità per fare bene, dipende solo da noi stessi”