Categoria: TERZA CATEGORIA

La Terza Categoria è il sesto torneo dilettantistico del campionato italiano di calcio, e rappresenta complessivamente il nono e ultimo livello dell’intera piramide calcistica nazionale. Il campionato è organizzato in Campania dal Comitato Regionale Campania della Lega Nazionale Dilettanti.

Ritorno alla vittoria per i ragazzi di mister Pelliccia: il Marano ritrova il sorriso con il Cardito

Si progetta per la prossima stagione: patron Zoccolella sarà affiancato da Perillo, Alvino e Cipolletta

MARANO | Nella 20° giornata del girone A di 3° Categoria il Real Marano di mister Pelliccia ritrova la via dei tre punti dopo otto turni di digiuno dalla vittoria. La ritrova dopo aver iniziato il progetto di riportare dopo tre anni di assenza di un calcio di un certo livello nella città di Marano. Progetto serio a medio lungo termine che vede per la prossima stagione calcistica la compagine di patron Zoccolella avvalersi della collaborazione del gestore del campo comunale Davide Perillo e l’inserimento nello staff societario di Alvino quale amministratore delegato e di Cipolletta quale direttore generale. Nel match odierno i ragazzi di Pelliccia vincono per 4-2 sulla Virtus Cardito grazie ad una doppietta di Sica e per merito dei gol di Di Francia ed Antonio Russo entrato nella seconda frazione di gioco.

REAL FAC MARANO 4-2 VIRTUS CARDITO

REAL FAC MARANO: Varriale, Pollio, Cardone, G. Russo, Sanità, Darioni, Correale, Bove, Errico, Sica, Di Francia. A disposizione: Pastore, Sammarco, Panella, Prudente, Casillo, Vinaccia, A. Russo. Allenatore: Pelliccia.

RETI: Sica (2), Di Francia, A. Russo | Cappiello, Esposito

Ritorno di una nobile decaduta. L’Alba Sant’Agata vince il campionato di 3° Categoria

Obiettivo dei biancorossi rinverdire la storia iniziata circa 90 anni fa: nel 1928 la prima apparizione sui campi della Campania

SANT’AGATA DEI GOTI [Giuseppe Piscitelli]. E’ qui la festa, allo stadio «Ievoli» dove l’Alba Sant’Agata sconfigge per 3 a 1 la Tedino Foglianise e vince il girone A di III categoria. Vibrante il primo tempo con le due reti di Cuollo al 3′ con un tap-in e di Icolari al 25′ con un rasoterra. Sembrava in archivio il match, ma nella ripresa l’Alba sprecava più volte il 3-0 e gli ospiti dimezzavano lo svantaggio con Di Mezza al 61′. Convulso il finale, con una traversa di Marcello Cinelli al 75′, un rigore di Di Meola mandato alle ortiche all’82’ e il colpo di testa di Eliseo al l’85’ che fissava il punteggio finale, per la gioia della «torcida» albigese. E così la storia continua, tra corsi e ricorsi, perché come l’araba fenice l’Alba rinasce dalle proprie ceneri 6 anni dopo la scomparsa dell’Albasannio. E’ iniziata quasi 90 anni, nel 1928 con un «settebello» che giocava nell’ex piazza Mercato ed è proseguita in alternanza tra trionfi ed eclissi, passando da vette altissime ad abissi sterminati. Dal 1955, con l’inaugurazione del Comunale la squadra assunse la denominazione «Alba Sant’Agata», con colori sociali identici a quelli dello stemma del Comune, biancorossi. Nel 1966 la svolta con la fondazione dell’U.S. Sant’Agata che raggiunse la Serie D con cinque promozioni consecutive e vi militò nei campionati 1969-70 e 1970-71. Poi il nulla assoluto e l’escalation, dalla III categoria del 1974 come Concordia e dal 1978 come Polisportiva Sant’Agata alla Promozione nel torneo 1980-81, la cessione del titolo alla Maddalonese nel 1984 ed il ritorno dell’Alba l’anno successivo. Dal 1987-88 4 tornei di I Categoria e 2 di Promozione, con retrocessione d’ufficio per gli incidenti di Casoria nello spareggio con il Capua del 14 giugno 1993. Con l’altro spareggio vinto a Montesarchio contro il Montefalcone l’8 giugno 1999 fu di nuovo Promozione. Dal 7 giugno 2001 la fusione con il Durazzano, terminata nell’estate del 2011, dopo i fasti dell’Eccellenza come Albasannio, la conquista della Coppa Italia al San Paolo il 15 febbraio 2005 contro il Sant’Antonio abate e le sfortunata partecipazioni ai play off, con 3 ko: nella stagione 2006-07 dalla Battipagliese; nel 2007-08 dal Palazzolo ai rigori; nel 2008-09 dal Nola.
Questa la rosa degli atleti e dei dirigenti. Portieri: Androsoni e Sgambato; difensori Del Tufo, Pasquale Cinelli, Eliseo, G. Giordano, Bernardo, Tuosto e Cice; centrocampisti Piscitelli, Fusco, Uniti, Icolari, Augliese, Iannotta, Amorizzo, Della Peruta, Sposito; le punte Cinelli, Cuollo, Di Meola e Suppa. Allenatore e direttore sportivo Salvatore Augliese, presidente Sergio Della Ratta, vicepresidenti Giovanni Abbatiello e Antonio Pietrovito, direttore generale Paolo Farina, cassiere Gerardo Cice, responsabile tecnico Antonio Icolari, segretario Giuseppe Di Lorenzo, dirigenti accompagnatori Antonio Perone e Nicola Jannucci. Euforici al fischio finale di Laudonio mister Augliese («Si riavvia il motore della leggenda»), il presidente Della Ratta («Noi siamo ancora qua a scrivere la storia di questa città») ed il dirigente Farina («Complimenti ai ragazzi, la vittoria del campionato dopo una cavalcata da veri goti è merito loro»). Poi fuochi pirotecnici e caroselli di auto. Nell’intervallo le premiazioni di quanti hanno scritto in ogni modo la storia dell’Alba .Il momento d’oro del calcio a Sant’Agata potrebbe continuare con la disputa dei play off nel girone A di Promozione della Virtus Goti ’97.

L’Alba Sant’Agata vola in Seconda Categoria

La compagine santagatese vince il campionato di Terza Categoria Provinciale Girone A con 4 punti di vantaggio sulle inseguitrici Atletico Cirignano e Bonea United

L’Alba Sant’Agata come da pronostico oggi ha festeggiato la vittoria del campionato provinciale di Terza Categoria. Un obiettivo come ribadito più volte mai dichiarato dalla società ad inizio stagione. Ma l’organico di tutto rispetto degli albigesi ha permesso di tagliare il traguardo finale prima del Bonea United, degna rivale fino alla fine. Allo Ievoli oggi si respirava l’aria di altri tempi perché a presenziare alla partita c’erano diversi personaggi tra calciatori, dirigenti e allenatori che hanno scritto pagine importanti della storia dell’Alba Sant’Agata. Prima del fischio d’inizio, infatti, c’è stata una premiazione con la consegna di pergamene ricordo a tutti questi personaggi. Poi in campo non c’è stata proprio partita con l’Atletico Tedino che non aveva più nulla da chiedere a questo campionato. Gli albigesi, ci impiegano 3’ minuti per mettere subito le cose in chiaro con Giovanni Cuollo che sblocca il punteggio. Prima della mezz’ora Icolari raddoppia. Nella ripresa, chiude i conti Carmine Eliseo, che questa emozione l’ha vissuta qualche anno fa anche con la maglia della Virtus Goti. Adesso per l’Alba può cominciare la festa tanto attesa perché per pensare alla Seconda c’è tempo da qui a Novembre. E siamo certi che anche in Seconda si ritaglierà un ruolo da protagonista, come è nel dna dell’Alba.

Terza Categoria\Benevento A | Alba Sant’Agata de Goti: oggi si festeggia la promozione in Seconda Categoria

Il club santagatese ospita, alle ore 16 presso lo “Ievoli”, l’Atletico Tedino nell’ultima giornata di campionato.

L’Alba Sant’Agata, storico club con un passato negli anni 70 anche in quarta serie, dopo cinque anni dalla promozione dell’altro club cittadino, vale a dire la Virtus Goti, si appresta a festeggiare il salto di categoria e chissà che non ripercorra la scia di promozioni dei cugini. Entusiasta della rinascita dell’Alba lo storico dirigente, nonché allenatore, Salvatore Augliese: “E’ stata una stagione esaltante della nostra società, onorando la storia del calcio albigense e il principio di dare la possibilità ai giovani e meno giovani, nati e cresciuti a Sant’Agata de Goti, di poter praticare lo sport che più amano: il calcio. I veterani Giovanni Giordano, Eliseo, capitan Della Peruta, bomber Di Meola, Pasquale Cinelli, il cannoniere Marcello Cinelli e Suppa sono stati un esempio non solo calcisticoper i più giovani Del Tufo, Augliese, Piscitelli, Iacolari, Amorizzo, Fusco, Uniti, Cuollo, Sposito, Cice,Tuosto e Bernardo. I quasi cento anni di storia non si cancellano e per questo che è nostro dovere e soprattutto onore, oggi ricordare chi con il proprio sudore e con la propria passione ha permesso di rendere unica e gloriosa la maglia dell’Alba Sant’Agata”.

Doppio Cinelli: vola la capolista Alba Sant’Agata. Mutria Sport al tappetto

Con una doppietta dell’attaccante messa a segno nella prima frazione di gioco l’Alba si conferma in vetta alla classifica quando mancano 2 giornate al termine del campionato

Sono bastati 45’ all’Alba Sant’Agata per chiudere la pratica Mutria Sport compagine quarta in classifica e con ambizioni Play Off. La capolista dopo aver conquistato la vetta nel match di recupero con l’Altetico Cerreto è sembrata in forma almeno nella prima parte di gara senza risentire delle fatiche di mercoledì. La partita si è conclusa con soltanto 2 reti ma il punteggio poteva essere più largo considerando le numerose palle gol sciupate dai ragazzi guidati da Salvatore Augliese. Entrambi i gol arrivati nella prima frazione e nel giro di pochi minuti portano la firma di bomber Marcello Cinelli. Il primo lo mette a segno da vero  rapinatore d’area di rigore, mentre il secondo è un gesto tecnico di categoria superiore con controllo e sinistro secco che fa secco il portiere avversario. Come detto il risultato poteva essere più largo ma in fase realizzativa Piscitelli e Icolari  hanno peccato di precisione e lucidità, complice qualche in circostanza la bravura del portiere.

ALBA SANT’AGATA 2-0 MUTRIA SPORT

ALBA SANT’AGATA: Androsoni, Del Tufo, Giordano, Fusco, Cinelli P., Bernardo, Piscitelli, Uniti, Cinelli M., Cuollo, Icolari.

A disposizione: Della Peruta, Suppa, Iannotta, Tuosto, Cice, Sposito.

Allenatore: Augliese

MUTRIA SPORT: De Simone, Napolitano, Frongillo, Giaccio, Civitillo, Tammaro, Petrillo V., Petrillo G., Festa, Fetto A., Fetto M.

A disposizione: Varrone, Pascale, Franco, Ferrara.

Allenatore: Santagata

Arbitro: Mazzarella (Benevento)

Reti: 27’ p.t., 35’ p.t. Cinelli

Terza Categoria, Entusiasmo Alba Sant’Agata: la Seconda categoria è dietro l’angolo

L’Alba Sant’Agata è prima in classifica a +2 sulla seconda Rinascita Bonea

A 3 giornate dal termine del campionato e con il primato in pugno dopo la vittoria nel recupero di mercoledì contro l’Atletico Cerreto l’Alba Sant’Agata sta attraversando un momento di grande entusiasmo. Il club biancorosso a 2 anni dalla rifondazione della storica Alba Sant’Agata si prepara per questo forcing finale (3 partite, di cui 2 casalinghe) che potrebbe proiettarlo in Seconda Categoria, un traguardo insperato ad inizio stagione. L’Alba guidata da Salvatore Augliese per centrare il salto di categoria deve gestire con grande caparbietà e intelligenza questi 2 punti di vantaggio sul Rinascita Bonea. E il calendario sembra agevolare almeno sulla carta la capolista che disputerà allo Ievoli dove non ha mai perso 2 incontri su 3, mentre l’unica trasferta sarà in casa del fanalino di coda San Lorenzello. I protagonisti di questa splendida cavalcata sono tutti ragazzi di Sant’Agata che nelle precedenti stagioni hanno fatto fortuna altrove, vedi Cinelli Marcello con la maglia del Durazzano e tanti altri ancora. Sabato allo Ievoli arriva il Mutria Sport, compagine in corsa per un posto Play Off ma fermare l’Alba adesso sarà difficile per tutti. L’entusiasmo cresce giorno dopo giorno. E chissà che da questo gruppo di ragazzi  affiatati un giorno non ritorni la mitica Alba.

Campania chiusa, quando si recupera? Spostare tutto di 7 giorni è un dovere sacrosanto

Polemiche e punti di vista per la decisione della Figc. L’infrasettimanale fa tremare gli addetti ai lavori, sarebbe un errore incredibile

Campania chiusa, scelta giusta o sbagliata. La decisione del Comitato ha lasciato tanti commenti agli addetti ai lavori e soprattutto la domanda fondamentale è: quando si recupererà? Ma analizziamo tutti i Pro e i Contro di questa decisione urgente e storica perchè chiudere l’intera attività è stata una mossa importante.

I PRO

Nell’avellinese, nel beneventano e in tante parti del salernitano non si poteva giocare, gli spostamenti sono difficili per tutta la regione e l’incolumità viene prima di tutto. Una scelta saggia per evitare qualsiasi problema e per dare uniformità al movimento, così da non creare difformità tra i vari campionati o gli stessi enti provinciali, si cammina insieme, una scelta di coscienza abbinata ad una scelta logistica.

I CONTRO

Nel napoletano le condizioni per giocare sussistono, spesso si è giocato in condizioni oltre al limite della praticabilità, con nebbia o forti acquazzoni e il freddo non è mai stata una discriminante. Chi poteva giocare trovo iniquo non farlo e chiama in causa le volte in cui si è giocato in condizioni pessime. Molti volevano giocare perchè trovano ingiusto non farlo, se esistono le condizioni va giocato e nel napoletano poche partite non avevano le condizioni per farlo, così come nel salernitano dove alcune gare potevano disputarsi. Si evoca un calcio che non c’è più, dove il rinvio arrivava solo a condizioni limite.

LO SCENARIO

Ormai la decisione è presa, c’è chi accusa la scarsa comunicazione, in tanti si aspettavano una telefonata o un sms dalla Figc, lo scarno comunicato certamente non basta, si è giocato sul passaparola e la lacunosa comunicazione del Comitato è certamente un aspetto da considerare. Adesso il quando è importante. Nessuno vuole recuperare di mercoledì o infrasettimanale, sarebbe un falsare le competizioni, perchè il calcio di mercoledì è un calcio dove le squadre spesso vanno in difficoltà per l’assenza di giocatori e dove questo turno sarebbe assolutamente falsato. La scelta più saggia sarebbe slittare questo turno al prossimo week end, sarebbe solo un appendice di ferie più lunghe e tutto si potrebbe dire del Comitato tranne che ha falsato il torneo. Rimanendo in tema, le condizioni di questo week end devono rimanere “congelate”, come se nulla fosse successo e spostare tutto di una settimana. L’infrasettimanale sarebbe uno scempio e un danno, alla Figc l’ardua sentenza.

UFFICIALE: Rinviate tutte le partite del 7-8-9 Gennaio organizzate dal C.R. Campania e dalle Delegazioni Provinciali

La comunicazione sulla Home Page del portale del C.R. Campania 

Il C.R. Campania,

– preso atto che le condizioni climatiche che attualmente stanno interessando la nostra regione hanno subito un notevole peggioramento, tutt’ora in corso e che rendono quasi tutte le strade intransitabili o comunque percorribili con notevoli rischi e difficoltà, compreso la difficoltà dei collegamenti marittimi con le isole del golfo;

– considerato che in primo luogo bisogna tutelare e salvaguardare la sicurezza di tutti gli addetti ai lavori (dirigenti, atleti, arbitri, ecc.), nonché la regolarità delle competizioni;

ha determinato il rinvio di tutte le gare del 7 – 8 e 9 gennaio 2017 (Calcio a Undici, Calcio Femminile, Calcio a Cinque – maschile e femminile – e Settore Giovanile e Scolastico) organizzate nell’ambito del C.R. Campania medesimo e delle Delegazioni Provinciali della Campania.

L’INTERVISTA | Ezio Liccardi si racconta a Campania Football

Una lunga chiacchierata con il fenomeno del web ma allo stesso tempo allenatore di calcio

Ezio Liccardi o Calcio che Scotta, Calcio che Scotta o Ezio Liccardi. Uno vale l’altro perché almeno una volta abbiamo sentito uno di questi nomi su qualche campo da calcio della provincia sannita o sentito pronunciare da qualcuno collegato al calcio dilettantistico. Sul web e sui social ormai è diventato un “fenomeno” con i suoi video che certamente non sono passati inosservati. Ma Ezio Liccardi alias Calcio che Scotta non è solo un fenomeno del web ma anche un uomo, un allenatore con dei sentimenti e dei concetti, alcuni dei quali percepibili attraverso questa simpatica intervista rilasciata a noi di Campania Football.

Eccoci qua Ezio partiamo con la cosa più bella e la cosa più brutta del 2016.

“Ce ne sono diverse, inutile nascondersi. Partendo dalla premessa che Ezio Liccardi fa comodo a tanti, la cosa più brutta che ho subito è stata la presa di posizione presa da tanti club di Seconda Categoria nei miei confronti dopo l’intervento di qualcuno che ha voluto reprimere una voce, la mia. Oggi, purtroppo per qualcuno, il mio profilo anonimo “IL CALCIO CHE SCOTTA” è ancora un pericolo e quindi si combatte per screditarmi e chiudermi la bocca. Sono rimasto perplesso ed indignato nel vedere uno stereotipo di non cambiamento che segue sempre il più forte perché gli fa comodo”.

Ok, la buona?

“La più bella è stata la chiamata di Manolo Zollo e Massimo Palumbo che volevano affidarmi la panchina del Foglianise. Ho visto la voglia di queste persone nel volermi rendere partecipe di una difficile situazione e leggevo nei loro occhi la fiamma viva di una passione smisurata verso il calcio uguale alla mia. Per un attimo, in quello stanzino del campo di Foglianise la squadra era già salva. Nella vita sono dell’avviso che quando le cose vanno male la cosa più semplice da fare è tuffarsi in mare e farsi ripescare. Io non ragiono così per questo sono rimasto legato al Real San Nicola e farò di tutto per lei con l’augurio a Carmine Zeoli ed al Foglianise di salvarsi perché lo meritano più di tanti altri che non meritano di essere sbandierati”.

Il bilancio del personaggio che ti sei costruito attraverso il Calcio che Scotta. Cosa ti ha portato?

“Il calcio che scotta è stato un esperimento che a gennaio festeggia i 5 anni di vita. Smuovere le coscienze di tante persone che amano il calcio come me ma che subiscono i soprusi di gente che nulla hanno a che vedere con il calcio. Il non avere peli sulla lingua mi ha portato tanti nemici che si sono sentiti attaccati da uno sconosciuto presuntuoso come me. Allo stesso momento è arrivata quella notorietà effimera che fa si che io venga riconosciuto ovunque vada oppure che mi pone agli occhi di tanti come soluzione principale o estrema ad ogni problematica. Del tipo, c’è da organizzare un’amichevole? Chiamiamo Ezio Liccardi. Ho bisogno di consigli su alcuni calciatori? Chiamiamo Ezio Liccardi. Voglio sapere morte, vita e miracoli del calcio sannita? Chiamiamo Ezio Liccardi. A me fa piacere tutto questo perché mi sento partecipe di un gioco però bisogna stare attenti perché non tutti si prendono poco sul serio come me. Il Calcio che Scotta è diventata una voce troppo alta che viene ascoltata da tutti. Io sinceramente non me ne accorgo fino a quando non mi interpellano per faccende molto più spinose. In quel momento capisco che sono diventato un vero fenomeno mediatico e che in pochi anni la mia persona è arrivata ad interessare non solo la provincia sannita. Io rimango sempre lo stesso, voglio divertirmi perché il calcio è la mia vita e mai come in questo momento c’è bisogno con l’ironia di stemperare i toni”.

Parliamo un po’ delle vicende che quest’anno hanno visto coinvolto il C.R. Campania. Qual è il tuo rapporto ad oggi con l’ex Presidente Pastore?

“L’essere stato avvicinato dal potere ha fatto sì che io mi schierassi per un ideale. L’aver sposato le verità di Pastore, tanto da espormi in dirette web con lui, è stata una scelta coraggiosa che però ho fatto con convinzione. Grazie a quest’esperienza ho annusato alcune dinamiche che muovono quello che tutti reputano un gioco ma che alla fine non è. Difendo a spada tratta quelli che erano i programmi futuri legati alla corrente pastoriana anche se mi permetto di dire che sono stati commessi diversi errori. Secondo me vista l’ incandidabilità dell ‘ex presidente Pastore bisognava proporre un degno successore e farlo conoscere alle società sannite. Queste ultime si sono sentite abbandonate, posso dirlo con certezza perché vivo il territorio, ed hanno scelto di seguire la corrente affidandosi a persone e a concetti triti e ritriti. Ad oggi la certezza rimane una: tutti vogliono cambiare ma nessuno è disposto a fare niente per cambiare. Iniziamo a cambiare gli attori e forse guarderemo un altro film”.

Un tuo giudizio su Cosimo Sibilia attuale Presidente della Lnd ed ex commissario C.R. Campania

“Io non sono nessuno per giudicarlo, ci mancherebbe. Io dico solo una cosa, non ho creduto in lui dopo che ci ha propinato volti nuovi che invece erano i soliti volti ai quali siamo abituati da quando avevo 16 anni. Oggi bisogna approcciarsi ai giovani, questo sport è praticato dai giovani al 75% quindi bisogna arrivare a loro nel modo giusto perché alcuni messaggi educativi e di crescita passino. Vengono proposte sempre minestre riscaldate anziché piatti succulenti. Vengono favorite sempre volpi anziché giovani marmotte”.

Il miglior allenatore secondo Ezio Liccardi

“Se fossi un presidente affiderei una mia squadra a Nicola Facchino e Alessio Martino. Facchino per le sue capacità umane e per il suo lavoro silenzioso. Martino lo ritengo l’allenatore più capace del panorama calcistico campano. Poi ogni allenatore ha bisogno di coesione da parte di tutto l’ambiente, ha bisogno che ci siano tutti gli ingredienti giusti per far riuscire la torta. Basta una dose sbagliata per far saltare tutto. L’ingrediente principale è la fortuna e quest’ultima spero accompagni sempre le persone più meritevoli”.

Il tipo di allenatore che non ti piace e con il quale non vorresti condividere un’esperienza calcistica?

“Non mi piace l’allenatore che stringe rapporti di complicità con i giocatori, non mi piacciono gli allenatori che minano gli ambienti circostanti con la speranza di poterne approfittare, non mi piacciono gli allenatori che hanno la valigetta, non mi piacciono gli allenatori che dimostrano tutta la loro incapacità di allenare e vogliono stare in mezzo a tutti i costi. Ma oggi ritengo che allenatori senza queste caratteristiche siano pochi e che a loro si stanno affiancando figure che spacciano il loro titolo senza avere la benché minima idea di ciò che dicono. Non faccio di tutta l’erba un fascio ma dico solo che stiamo facendo valutazioni sbagliate perché fondamentalmente c’è tanta ignoranza nel settore. Oggi tante persone si svegliano al mattino e si mascherano a discapito di chi dal calcio vuole tutt’altro. Inutile fare nomi tanto il tempo per molti sta per scadere. Un cambio di rotta e di pensiero è difficile o impossibile perché nessuno ha voglia di gettare dalla finestra quello che non serve. Eppure ci avviciniamo al 31 e bisognerebbe approfittarne”.

Chi vincerà il campionato di Prima Categoria girone B?

“Il Montesarchio se troverà un attaccante prolifico vincerà il campionato”.

E quello di Promozione A dove sta il tuo San Nicola chi lo vincerà?

Se il Casoria non si specchia troppo nella sua bellezza può vincere il campionato”.

Quello di Promozione C?

“Spero tanto che vince l’Eclanese per premiare il coraggio di aver puntato sull’allenatore più capace del panorama campano: Alessio Martino”.

Bene….e il tuo San Nicola si salverà?

“Oggi devo dire no. Ma se qualcuno verrà a darci una mano potremmo dire ancora la nostra. Aldilà del risultato avremo vissuto comunque una stagione da protagonisti”.

Di chi è la colpa della situazione che si è creata, la società doveva garantire almeno la conclusione della stagione.

“Al momento non sappiamo se ci sono delle colpe. Quando si sbaglia lo si fa tutti insieme dividendosi le colpe in parti uguali. La stagione verrà conclusa con tante difficoltà con la consapevolezza che chi è rimasto lo ha fatto con il cuore”.

I Puzio stanno ancora dando una mano o si sono tagliati fuori completamente?

“I Puzio sono sempre disponibili ad aiutarmi anche se la voglia di fare calcio in questo momento cozza con i loro impegni”.

A questo punto sarebbe stato meglio gettare i remi in barca dopo la sconfitta nello spareggio con l’Atletico per Niente ?

“Se ricordi in quel periodo nel giro di un paio di giorni ci fu l’abbandono di entrambe. Poi in un attimo tornò a splendere il sole. Di sicuro anche loro due sono stati abbandonati da chi avrebbe dovuto avere buon senso dando il proprio apporto incondizionatamente. Il Real San Nicola non è ancora morto. Lo posso assicurare”.

Ottimo, passiamo alla domanda successiva. Hai più nemici o amici nel calcio?

“Se gli amici sono quelli che si fanno vedere solo nel loro momento di bisogno preferisco avere solo nemici, almeno quelli sono battuti in partenza.

Cambiamo totalmente categoria e diamo un piccolo spazio al Benevento, secondo te riuscirà a fare questo salto inatteso?

“Il calcio di oggi tiene conto dei bilanci e quello del Benevento è invidiabile. Oggi Vigorito ha le potenzialità di reggere i giallorossi anche nella massima serie ed avere una società sana fa comodo a tutto il calcio italiano”.

Ai tuoi ragazzi della juniores, ai quali sei molto legato cosa hai detto quando sapevano di dover scendere in campo contro una blasonata squadra come l’Albanova?

“Ho detto che bisognava impegnarsi tenendo conto che però l’obiettivo principale era il proprio campionato di competenza. La voglia di mettersi in mostra era talmente tanta che l’impegno fu abnorme sia a livello fisico che mentale. Perdemmo sia con l’Albanova che contro il San Martino nel campionato juniores. Tutto quello che facciamo può insegnarci qualcosa e spero che attraverso la cultura della sconfitta questi ragazzi possano maturare più in fretta come uomini”.

Quali sono i commenti della tua famiglia di tua moglie su quello che stai portando avanti?

“Mia moglie vede una persona impegnata che la mattina insegna, che 5 giorni sta su di un campo di calcio, che una volta a settimana va in radio, che a volte fa l’opinionista, altre volte conduce un programma televisivo e che spesso esce con i ragazzi che allena. Insomma forse l’intervista dovresti farla a lei che merita veramente un premio perché asseconda le mie passioni nonostante pesino sulla mia assenza fisica. Per i miei figli è un discorso a parte, loro con me si divertono e condividono qualsiasi cosa. Spero che prendano da me ma che a differenza mia sappiano sfruttare le loro capacità subito e non a 40 anni come me”.

Il desiderio di Ezio Liccardi per il 2017 in ambito calcistico e personale.

“Non posso avere desideri perché ogni mio passo è possibile grazie al passo di tutti gli altri. Non mi trovo a mio agio con questo calcio marcio dove tutto ruota attorno ai soldi. Forse sono rimasto l’unico esemplare che fa ancora di questa passione una forma di divertimento senza speculare. Il desiderio è che cambi l’approccio a questa disciplina e fin quando non avverrà ciò continuerò la mia solitaria battaglia attraverso il web, attraverso la radio e attraverso la televisione sempre col sorriso sulle labbra, sempre pronto ad ironizzare, sempre Ezio Liccardi”.