Il racconto della vergogna: i lacrimogeni negli occhi dei bambini

Quello che è successo allo Squitieri: i tafferugli, la violenza e lo sport campano che perde su tutti i fronti

Peccato. Avremmo voluto raccontare una serata di calcio, di sport, di tribune gremite, di festa, ma ci siamo trovati spettatori dell’assurdo. In campo, in prima linea, con gli occhi che bruciavano per i lacrimogeni e con le lacrime quasi per la vergogna e per l’assurdo che stava accadendo. Il bollettino di guerra (perchè guerra si è trattata) parla di 3 agenti feriti, auto danneggiate, seggiolini divelti  e danni da quantificare, ma quello che vogliamo raccontarvi è la versione dei fatti di chi era lì, che ha rischiato in prima persona e che si è vergognato per quello che è successo. Non vogliamo con questo far passare in secondo piano la vittoria del Portici, nè gettare la croce sull’Ebolitana, ma quello che abbiamo assistito ieri è il male assoluto del calcio, hooligans che hanno trasformato una festa in qualcosa di orribile. Sono le 21 circa quando l’arbitro fischia la fine, siamo tutti in campo per la premiazione comprese le massima autorità del calcio campano, con il fresco presidente Lnd Cosimo Sibilia e tutti i vertici, l’autoparlante indirizza i tifosi, usciranno prima quelli dell’Ebolitana e successivamente quelli del Portici. I sostenitori salernitani iniziano a defluire, senza alcun controllo alcuno della numerosa polizia presente, siamo in campo ad intervistare i protagonisti quando accade l’incredibile: pietre scagliate contro la Polizia, tafferugli all’esterno, sostenitori dell’Ebolitana che entrano in campo e cercano di entrare in contatto con quelli del Portici, la situazione degenera, è il panico e tutti scappano negli spogliatoi, sembra essere a Bagdad, la paura serpeggia tra la gente, soprattutto sui bambini che sono costretti a chiudersi in uno stanzino dello Squitieri, sentiamo le urla, qualcuno riferisce che addirittura un tifoso è riuscito a strappare un manganello da un poliziotto, sentiamo i calci al portone col tentativo di sfondare e entrare in campo: è il caos. La polizia spara i lacrimogeni, urticanti tanto che tutti iniziamo a piangere, a sentirci male, qualcuno vomita, il Portici ci dà ospitalità nel proprio spogliatoio e lì troviamo in quei stanzini tutti, compresi i massimi dirigenti della Figc. I lacrimogeni sparati sono sempre di più, gli occhi e il naso fanno male e solo il sollievo dell’acqua allevia il dolore, ma non quello del cuore vedendo bambini con gli occhi lucidi per i lacrimogeni e facce attonite per quello che stava accadendo. C’è voglia di scappare, di andare altrove, di uscire da questo incubo, ma l’aria è insostenibile e la guerriglia prosegue. Restiamo oltre 1 ora ostaggio dei teppisti, i tifosi del Portici molto di più, la vergogna cala su Sarno e quando andiamo via passiamo attraverso sediolini divelti, pietre e cordoni di Polizia, come se all’improvviso ci trovassimo proiettati in Siria o in Palestina, una scena che nessuno può spiegare, come la paura provata. Hanno perso tutti, in primis l’Ebolitana che verrà macchiata per sempre per colpa di facinorosi che non possono essere chiamati tifosi, la Figc e le forze dell’ordine perchè qualcosa non ha funzionato nell’organizzazione e nel deflusso, la gente di Sarno che ha visto il gioiellino Squitieri essere distrutto e soprattutto lo sport in generale. Cala il sipario sulla violenza, il giorno porta il rammarico e la consapevolezza che bisogna debellare tutto questo e ripartire dal fischio finale e dalla festa del Portici.