Categoria: Benevento

Napoli-Benevento 6-0: la pagella dei sanniti a cura di Ezio Liccardi

Nel primo derby storico in A tra partenopei e sanniti, la squadra giallorossa esce con una sonora sconfitta

Non capita spesso di vedere un giocatore che a fine gara stringe tra le braccia il pallone vinto dopo aver segnato una tripletta. Noi abbiamo visto Mertens. Non capita spesso di vedere una squadra che chiude il primo tempo con un netto 4-0. Noi abbiamo visto il Napoli e la squadra di Maurizio Sarri è tra le 10 squadre più forti d’Europa. Non capita spesso vedere soccombere una squadra di serie A per 6 reti a 0 tanto da paragonare la stessa ad un set tennistico. Noi abbiamo visto il Benevento e non ci sono dubbi, oggi la nostra Strega vale quello zero in classifica che la relega all’ultimo posto in classifica con 10 gol subiti in 4 giornate e solo 1 fatto nell’ormai lontana gara di Marassi contro la Sampdoria. Baroni va salvato e difeso a spada tratta per il bene comune e perchè anche l’anno scorso nel momento più delicato lui è stato il primo artefice della ripresa giallorossa di fine stagione stemperando gli animi e ricostruendo un morale che giorno dopo giorno andava sempre più sotto i tacchi. Basta pensare alla serie B, ora siamo in serie A e tutti ci siamo accorti delle differenze colossali tra le categorie. Non ci interessa vedere il bicchiere mezzo pieno oppure contare le assenze di Ciciretti, D’Alessandro e Iemmello perchè ad oggi la rosa appare completa e con diversi giocatori degni di sostituire gli assenti. Nessuna scusante. L’emozione di calcare il San Paolo avrebbe dovuto dare le giuste motivazioni agli undici scesi in campo. Giocare contro il Napoli avrebbe dovuto dare ad ognuno di quelli scesi in campo la giusta carica per dimostrare la voglia di fare. Cosa ha fatto il Benevento per evitare questa brutta figura nel giorno più bello dei tifosi giallorossi? Niente. Sembrava di assistere ad una partita di Coppa Italia disputata in una calda sera d’estate tra una formazione che lotta per lo scudetto, il Napoli, ed una squadra di terza serie che vuole vincere il campionato. Atteggiamento da rivedere. BARONI (voto 4) ha dovuto fare di necessità virtù mandando in campo una formazione nuova, inedita puntando sul solito 4/4/2 che questa volta è sembrato alquanto lacunoso. Anche le pietre sanno come gioca il Napoli, possibile che non si è riuscito ad arginarlo mai? Possibile che Ghoulam sia andato al cross indisturbato senza che mai LOMBARDI (voto 4) abbia opposto resistenza? E’ possibile che Insigne nell’uno contro uno abbia vinto tutti i duelli senza mai essere raddoppiato da qualche giallorosso? E’ possibile beccare il primo gol dopo 2 minuti in contropiede mentre Armenteros e Coda cercavano un inutile pressing alto? Oggi sembrava tutto impossibile. Ma non sarebbe stato meglio fare come fanno tute le squadre che devono lottare per non retrocedere, ossia difendendo con ordine dietro la linea di centrocampo? Presuntuosi. Il Napoli di Hamsik, la squadra che esprime il miglior calcio di serie A, quella che aveva perso in Champions e quella che a tutti i costi voleva rimanere incollata all’Inter ed alla Juventus non è stata neanche solleticata da Lazaar e compagni. BELEC (voto 6) è stato bombardato da quasi tutti gli azzurri ed è riuscito a limitare anche i danni sventando diversi dei 14 tiri arrivati nello specchio della porta. LUCIONI (voto 5,5) non lo si è visto mai così in difficoltà ma la responsabilità di guidare un intero pacchetto difensivo nello scontro titanico contro i bombardieri napoletani non era cosa semplice. ANTEI (voto 5) di certo non lo ha aiutato anzi è risultato spesso impacciato e mal posizionato. Il povero VENUTI (voto 5,5) si salva dal marasma generale cercando nella sfida personale contro Insigne un motivo per combattere ma ripeto andava aiutato sulla fascia da un poco presente Lombardi ed onestamente se avesse preso un voto più alto staremmo parlando di un giocatore da Nazionale. Nazionale? Quali giocatori da nazionale? Il Benevento deve salvarsi, il Benevento deve sputare sangue su ogni pallone, il Benevento deve sudare le proverbiali 7 camice per spuntarla sugli avversari. Questa è la cruda realtà ed oggi questa mentalità non si è vista anzi si è notato un pressapochismo ed una presunzione mai viste prima. LAZAAR (voto 4) è voluto tornare a tutti i costi in Italia, sapeva a cosa andava in contro? Uno come lui in queste gare dovrebbe suonare la carica ed invece si è scaricato dopo il vantaggio partenopeo. Lo stesso DI CHIARA (voto 4,5) dopo aver visto chi sa quante partite di Callejon non è quasi mai riuscito a chiudere una diagonale sulle pennellate di Insigne alla ricerca del secondo palo. Brutto Brutto. Eppure mister Baroni si era affidato alla coppia di centrocampo già rodata Viola/Chibsah ma entrambe sono caduti nella trappola del triangolo delle Bermude napoletano che era sempre in superiorità numerica nella zona nevralgica. Chi doveva fronteggiare Allan nel momento del gol? Chi doveva frenare gli inserimenti di Hamsik? Chi doveva marcare Jorginho? Non lo sapremo mai. Di certo VIOLA (voto 5,5) ha cercato di dettare qualche passaggio ed imbastire qualche geometria mentre CHIBSAH (voto 4) è risultato spesso fuori zona, in ritardo, pasticcione e soprattutto falloso. Insomma se il problema è sapersi difendere per poi ripartire di contropiede abbiamo fallito miseramente, ma siamo sicuri che se fosse arrivata qualche palla giocabile in attacco saremo stati pronti a pungere? CODA (voto 4) ha giocato con Puscas e si è detto che i due avevano le stesse caratteristiche, ha giocato con Iemmello e si è detto lo stesso, questa volta ha avuto al suo fianco ARMENTEROS (voto 5) al quale niente gli si può rimproverare se non il fatto di essere lontano anni luce dal campionato italiano. A nulla sono serviti gli inserimenti di LETIZIA, CATALDI E PARIGINI tutti e tre non giudicabili visto che il Napoli nel secondo tempo ha abbassato notevolmente i ritmi dato il risultato già acquisito. C’è da preoccuparsi? C’è da fare punti anche se in basso in tante squadre hanno difficoltà a trovare continuità di risultati. Di certo l’obiettivo è la salvezza e con questo atteggiamento sarà dura fare punti con almeno la metà delle squadre partecipanti alla serie A. Siamo più forti dell’Hellas Verona e del Crotone? Dimostriamolo perchè se è vero che i numeri non sbagliano mai oggi siamo ultimi in classifica a zero punti, stiamo scrivendo la storia ma questa è un’altra storia…

Foto: pagina Facebook Benevento (Mario Taddeo)

Benevento-Torino 0-1: le pagelle di Ezio Liccardi

La Strega beffata nel finale dai granata di Mihajlovic

Settantaduesiomo minuto di gioco, risultato inchiodato sullo 0-0 ma il Torino, padrone del campo in quanto a possesso palla, ci crede. Mihajlovic sostituisce un evanescente Niang per inserire lo sgusciante Berenguer. Si ma che significa tutto questo? Direbbe qualcuno. Infatti potrebbe non significare niente perchè il gol vittoria immeritato del Torino è nato da uno spunto di Ljajic che ha virato verso l’aria di rigore ed invece di andare al tiro ha inventato un passaggio per l’accorrente Iago Falque che, inesistente fino a quel momento, ha anticipato tutti mettendo alle spalle di un incolpevole BELEC (voto 6,5). Ljajic ha virato da destra verso l’aria di rigore, quella fascia sinistra dove si era appostato Berenguer, quella fascia destra del Benevento dove fino a quel minuto settantadue era risultata letale per le ripartenze dei giallorossi con un VENUTI (voto 7) migliore in campo che fermava puntualmente gli avversari ed un Ciciretti in ripiego che mai si è fatto trovare in ritardo rispetto alle azioni dei granata. Sapete cosa è successo quando è entrato Berenguer? Chiedetelo a Baroni anche se i suoi richiami sono stati eloquenti. Diceva Baroni ai suoi di stare attenti perché lo spagnolo avrebbe cercato l’interno del campo, insomma un ambidestro che avrebbe cercato il fondo ma che allo stesso tempo avrebbe usato anche il destro per convergere e puntare l’area. Il Torino attacca, il Torino vuole vincere e a sei minuti dal termine forse era giusto accontentarsi. Precedentemente al minuto settantadue mister Baroni aveva già rinunciato ad uno stanco  D’ALESSANDRO (voto 6,5) anche se le ripartenze dell’esterno stregato erano davvero una spina nel fianco per la difesa granata. In quel momento serviva un uomo più fresco che avesse agito in fase di non possesso, quindi dentro LAZAAR (voto 6,5) che è riuscito nel suo intento ed ha anche sfiorato il gol del vantaggio con una stoccata parata ancora una volta dal sempre bravo Sirigu. Non perdete il filo. Fuori D’Alessandro dentro Lazaar. Fuori Niang dentro Berenguer. Fuori  CICIRETTI (voto 6) dentro DEL PINTO (n.g.). Del Pinto? Ma perché Baroni ce lo spieghi? Sveliamo l’arcano. Al posto di Ciciretti si è spostato il bravo centrocampista albanese MEMUSHAJ (voto 6.5) che sicuramente avrebbe tamponato di più le incursioni sinistre del Torino ma che rispetto al “Cicero” non avrebbe dato il là alle nostre azioni di contropiede. il pareggio è un buon risultato, il Torino ormai è quasi una “Grande”, abbiamo giocato bene, meritavamo addirittura di vincere ma sai che c’è di nuovo? Ora mi accontento! Peccato perché LETIZIA (voto 7) era proprio in vena, le sue discese palla al piede erano devastanti ma da quel momento ha dovuto tirare anch’egli i remi in barca. Gli unici che avrebbero potuto essere d’aiuto all’uscita della manovra giallorossa evitando che i vari Cataldi o Del Pinto perdessero di continuo contrasti e palla erano i due attaccanti ma ormai CODA (6,5) aveva speso tanto e Puscas stava ancora pensando che a come rivivere i “tiemp bell e na vota” magari sbloccando un risultato di parità regalando ancora soddisfazione ai colori giallorossi. PUSCAS (voto 5) è sembrato il poco concentrato ragazzo dello scorso anno ad inizio anno senza capire che le chance in serie A non saranno molte ed andranno sfruttate nel modo giusto, con l’approccio giusto. Fino a quel momento anche se il pallino del gioco favoriva il Torino, il Benevento faceva tremare la difesa gestita da N’Koulou con la coppia Coda/IEMMELLO (voto 6,5) e proprio l’ex Sassuolo stava risultando letale già dal primo tempo. La squadra dal minuto settentadue ha cambiato volto, ma siamo contenti di come ha giocato il Benevento perchè ha dimostrato di tener testa ad una blasonata del nostro calcio, perché ha dimostrato di avere delle ripartenze spettacolari che andrebbero solo concretizzate, perché il nuovo difensore centrale ANTEI (voto 6,5) si è dimostrato all’altezza della situazione mettendo la museruola al nazionale Belotti, perchè zio LUCIONI (voto 6,5) è una sicurezza in questo difficile campionato, perché CATALDI (voto 6) sta migliorando partita dopo partita, perché Armenteros è legato strettamente a noi italiani grazie al “sogno cubano” e non fa niente se volevamo smuovere la classifica perché io sono sempre più convinto che dovranno essere il Napoli e la Roma a doversi preoccupare del Benevento. Siamo vivi ma tutti però, tutti.

Foto: Pagina Facebook Benevento Calcio

 

Serie A, Benevento-Bologna 0-1: le pagelle di Ezio Liccardi

Il pagellone del nostro Ezio Liccardi presente al Vigorito per il match con gli emiliani 

Il quarto uomo ha alzato il tabellone luminoso. Sono 8 i minuti di recupero, mai visti forse prima d’ora, della prima partita casalinga del Benevento di questa serie A 2017/18, mai vista prima d’ora, con il Bologna in vantaggio per un gol di Donsah, mai visto fino ad ora, e con un arbitro che si è autosostituito per un leggero infortunio, e anche questo non si era mai visto prima. Basta così? Abbiamo visto tutto in questo torrido sabato d’agosto? Niente affatto, manca la ciliegina sulla torta. Minuto 52 del secondo tempo, il Benevento attacca a testa bassa per rimontare un fortunato e cinico Bologna, batti e ribatti in area di rigore, calci d’angolo che si susseguono fino a quando spunta la miracolosa zampata dello zio, Lucioni (voto 6,5), che manda in visibilio la torcida giallorossa. Goooollll, il tripudio, il primo punto in serie A, non meritava di vincere la squadra di Donadoni, insomma circa un minuto e mezzo per lasciarsi emozionare dalla nostra squadra del cuore per poi vedersi annullare il sudatissimo pareggio dallo strumento che quest’anno assiste l’arbitro: il VAR. Capitan Lucioni era in posizione irregolare, il gol era da annullare. Questa sera allo stadio Ciro Vigorito abbiamo visto proprio tutto. L’assistenza video ci fa ammutolire, le prove sono schiaccianti, i malumori sono sopiti, le polemiche sono sparite. Fidatevi è stato bruttissimo per il pubblico giallorosso ingoiare questo rospo ma forse il rospo era stato ingoiato già in precedenza. Perchè? Ve lo spiego subito. Il nostro catino sarà il nostro fortino, qui costruiremo la nostra salvezza che dovrà passare non solo dalle giocate dei nostri beniamini ma soprattutto dal cosiddetto dodicesimo uomo in campo: il pubblico. La Curva Sud (voto 10) egregiamente ha incitato la squadra per novanta minuti, tutto il resto (voto 5) aveva ingoiato il famoso rospo dopo aver subito il primo gol. Va bene la delusione ma è bene anche capire che il Vigorito non è il teatro dell’Operà di Paris ma un anfiteatro romano dove i gladiatori lottano contro le belve feroci. Dobbiamo tifare tutt’insieme con la bava che esce lateralmente dalla nostra bocca, solo così potremmo evitare di esere sbranati dalle belve. A proposito di belve. Che bello rivedere bomber Ceravolo (voto 6) dopo che ha trascorso l’intero periodo di preparazione cercando di recuperare uno scomodo infortunio. Dobbiamo dare anche un voto al medico sociale? No scherzo. Queste rientrano in quelle dinamiche che noi umani possiamo solo intuire. Il voto forse lo dovremmo dare alla strategia societaria che a fine agosto, quindi a pochi giorni dalla fine del calcio mercato, sta ancora valutando chi tra Iemmello, Matri, Pavolettii e compagnia danzante potrà essere la nostra punta di diamante. Penso proprio che adesso possiamo dirlo: carissimo presidente Oreste Vigorito bisogna mettere mano al portafogli. Non è assolutamente una polemica ma la constatazione amichevole che vede una tribuna vuota come è vuoto di certezze il taccuino del nostro direttore sportivo Di Somma (voto 4). Però così si rischia di uscire fuoritraccia. Queste sono delle pagelle e dobbiamo considerare tutti i 98 minuti giocati. Baroni (voto 5,5) ripropone il suo 4/4/2 e si adatta alle caratteristiche dell’attacco a 3 del Bologna con due esterni più contenitivi. Venuti (voto 6) nel primo tempo riesce a seguire le azioni di Ciciretti sovrapponendosi spesso alla ricerca del giusto cross mentre sull’altro versante Di Chiara (voto 6) ha pensato esclusivamente ad affiancare il centrale difensivo Costa garantendogli un supporto in velocità nelle chiusure più difficili. Il tasto dolente è stato proprio l’ex empolese Costa (voto 5) che con un suo errore stava spalancando la porta a Mattia Destro nel primo tempo mentre nel secondo ha subito la scaltrezza di Donsah che dopo averlo superato facilmente ha trovato una prateria che lo conduceva dal portiere Belec. Il portiere giallorosso (voto 6,5) si è fatto trovare pronto ed attento dando sicurezza a tutto il reparto difensivo ma purtroppo non è sato ben supportato dal pacchetto difensivo che negli ultimi minuti è diventato a 3 per dare l’opportunità a Cissè (voto n.g.) di poter collezionare la sua seconda presenza in serie A. Lo sanno tutti, se il centrocampo non gira bene tutta la difesa ne soffre. In realtà la coppia centrale di centrocampo Del Pinto/Cataldi non ha convinto neanche stavolta. Il povero Del Pinto (voto 6) ha cercato di sradicare quanti più palloni possibili agli avversari riuscendoci spesso però si è beccato un altro cartellino giallo per colpe non sue. Cataldi (voto 6), invece, è leggermente migliorato rispetto alla trasferta di Genova perdendo pochissimi palloni nella zona nevralgica senza però riuscire mai ad innescare Ciciretti e D’Alessandro. Il vero problema sembra essere proprio questo. Il gioco del Benevento è imperniato sulle accelerazioni dei nostri esterni alti Ciciretti e D’Alessandro ma ai due folletti beneventani arrivano pochissimi palloni giocabili. Forse Viola (voto n.g.) potrebbe riuscirci? Chi lo sa. Vedremo. Il piede di Amato Ciciretti (voto 6,5) è sempre caldo ma rischia di surriscaldarsi se l’attuazione della sua fase difensiva è continua, anche se al novantesimo solo uno scorrettissimo Mirante gli ha tolto la gioia di una magica punzione diretta in porta. Sulla corsia sinistra D’Alessandro (voto 5,5) ha cercato il suo solito spunto in velocità ma da lui ci aspettiamo sicuramente più arrosto rispetto al fumo che abbiamo visto fino ad ora. Di Ceravolo ne abbiamo parlato e speriamo tutti di vederlo in campo e speriamo tutti di non dover leggere sui tabelloni luminosi la dicitura: La Velba. Ridiamoci su e ritorniamo alle pagelle. Puscas (voto 6) è entrato nel secondo tempo ed ha dimostrato tenacia nel voler essere d’aiuto alla causa ed onestamente anche Coda (voto 5,5) si è dato un gran da fare per far gridare di gioia i tifosi giallorossi. Ve lo dico ancora una volta, niente paura, il campionato è lungo (Crotone insegna) e la nostra squadra trarrà tanti insegnamenti da queste battute d’arresto. Semprechè prima della sfida con il Torino ancora in causa saranno cambiati alcuni volti in questa squadra. O sarebbe il caso di rivedere il 4/4/2? Il dato di fatto è questo, basta vedere l’esultanza di Andrea Poli per la vittoria in terra sannita: Anche loro sapevano che il Vigorito doveva essere il nostro fortino ma questa volta la belva aveva la B e non la V. Forza Benevento

Foto: Benevento Calcio Pagina Facebook

Mario Taddeo 

Sampdoria-Benevento 2-1: le pagelle di Ezio Liccardi

Sconfitta di misura per le Streghe nel debutto in Massima Serie in casa dei blucerchiati. Il nostro Ezio Liccardi analizza il match dei giallorossi

Ve la ricordate la trasmissione televisiva 90esimo minuto con il famosissimo Tonino Carino da Ascoli? Io ricordo bene quell’appuntamento fisso della domenica pomeriggio e lo aspettavo con ansia per ascoltare le famose interviste del dopo gara. Giornata dopo giornata si alternavano giocatori ed allenatori ma il contenuto delle loro dichiarazioni era quasi sempre lo stesso specialmente se si commentava una sconfitta magari mal digerita. A distanza di anni il copia e incolla è diventato routine e tutti hanno deglutito il broncio con questa scappatoia: “In serie A alla minima distrazione ti puniscono”. L’hanno detta tutti gli allenatori che hanno debuttato in serie A e ieri sera è stata la volta anche del tecnico Marco Baroni (voto 7) in riferimento a qualche piccola disattenzione dei suoi ragazzi sul terreno del Marassi. Peccato perchè forse il Benevento meritava sicuramente di più contro una Sampdoria che nei primi 25 minuti di gioco non è riuscita a trovare le contromisure alle scorribande dei preparati giallorossi. L’identità del Benevento è emersa in un batter d’occhio ed il merito di tutto ciò è sicuramente degli interpreti scesi in campo ma soprattutto dell’allenatore che senza paura o timori referenziali era andata ad imporre i propri ritmi ad una squadra centoventiduesima del ranking Uefa. Mica una qualunque. Il Benevento è una squadra sbarazzina che quando ingrana la marcia riesce ad attaccare a pieno organico sfruttando cambi di gioco, corsie laterali e sovrapposizioni. Proprio così è nato il vantaggio di Ciciretti (voto 7) sfruttando un’azione veloce che ha visto la palla attraversare tutta l’area di rigore per arrivare sui piedi del nostro Amato che con maestria ha addomesticato un pallone non semplice di destro per poi trovare una traiettoria beffarda di sinistro sul palo più lontano del portiere blucerchiato Puggioni. L’apoteosi, il primo gol in serie A del Benevento siglato da Ciciretti, la nostra stella, il nostro uomo in più nonchè portafortuna che bagnò l’esordio in serie B firmando la rete del vantaggio contro la Spal. Non solo questo però. Il nostro numero 10 è stato ad intermittenza il migliore anche se spesso raddoppiato e poco coadiuvato dagli avanti giallorossi Puscas (voto 5) e Coda (voto 5,5). Il rumeno, come lo scorso anno, avrà bisogno di tempo per mettersi in forma anche se questo tempo potrebbe essere centellinato se i suoi standard continueranno ad essere questi mentre, l’ex salernitano Coda senza il compagno adatto potrebbe dimenticarsi dei suoi 2 gol siglati in serie A nell’anno delle 18 presenze col Parma. Insomma Ciciretti potrà sfornare deliziose prestazioni, potrà vincere tutti i suoi personali duelli, potrà scodellare invitanti passaggi ma attualmente nessuno dei punteros giallorossi sarebbe capace di approfittarne, figuriamoci Cissè (voto n.g.) che incredulo è stato gettato nella mischia per cercare il gol del pari. Peccato perchè anche D’Alessandro (voto 6,5) ha seminato scompiglio sulla corsia sinistra mettendo in difficoltà prima Sala e poi Barreto che esausto si è beccato anche il primo giallo della serata. Insomma la velocità e la rapidità d’azione degli esterni giallorossi al momento lascia il sorriso in tutti noi, sorriso che prende ancora più forma nel momento in cui i terzini del nostro 4/4/2 accompagnano le pericolose scorribande creando superiorità numerica e susseguente panico. La squadra piace ma, è giusto creare i presupposti per lo spettacolo senza che il palcoscenico sia montato a regola d’arte? In parole povere è importante avere una spina dorsale che riesca ad attutire le avanzate avversarie quando 6 uomini su 11 stentano a ritornare dietro la palla latitando nelle fase di non possesso? Il primo cambio effettuato da Marco Baroni è stata la sostituzione di Letizia (voto 6) con Di Chiara (voto n.g.) proprio perchè l’esterno basso napoletano aveva consumato tutte le sue energie al 72esimo minuto di gioco. Sull’altro versante è stato molto più contenuto Venuti (voto 6) che ha badato meno ad offendere tenendosi spesso in linea con i difensori centrali per evitare un frequente uno contro uno con gli attaccanti doriani. Parlavamo della spina dorsale. Quella spina dorsale che parte dal portiere e termina con l’uomo più alto della zona centrale d’attacco. Il portiere Belec (6,5) ha cancellato con alcuni interventi decisivi le incomprensioni di Coppa Italia contro il Perugia ed ha trovato nella coppia centrale di difesa la giusta collaborazione su coperture preventive nei confronti degli attaccanti blucerchiati Quagliarella e Caprari. Capitan Lucioni (voto 6,5) ha gestito bene la linea difensiva e solo per una questione di millimetri non è riuscito a mettere in fuorigioco Quagliarella sul gol del pareggio dopo che la VAR ci aveva fatto sperare in un condono. Senza quel gol subito sul finale di primo tempo forse staremmo parlando di un’altra partita, ma un’altra partita sarà la prossima in casa col Bologna e questa gara al Marassi dovrà servirci a migliorare le prestazioni in vista dei primi pesanti punti. Detto ciò anche l’altro centrale Costa (voto 6,5) ci ha soddisfatto mettendo in campo tutto il suo curriculum che lo ha visto giocare in massima serie per ben 165 volte. La giusta esperienza per quest’inizio campionato, il giusto viatico per mettere da parte fieno in cascina in questo inizio di stagione. Arrivano le note dolenti. Ci risiamo. La coppia di centrocampo Cataldi/Del Pinto ancora una volta non ha convinto. Se per Del Pinto (voto 5,5) c’è la scusante del debutto e quindi dell’emozione legata ad esso, per Cataldi (voto 5) non possiamo dire lo stesso. 60 partite disputate in serie A, nazionale under 21, promessa del calcio italiano, pupillo del CT Di Biagio non sono servite a niente se si commettono continui errori in appoggio nella zona nevralgica del campo. Ve la ricordate la famosa frase? Basta un errore ed in serie A subito ti puniscono. Ebbene il passaggio in orizzontale effettuato con poca convinzione dall’interno Cataldi era il giusto riferimento per spiegare il senso dell’assillante frase. Forse, e dico forse, Viola (voto n.g.) avrebbe potuto dare più geometrie e meno errori in fase di costruzione ma si sa col senno di poi…Non disperiamo, lo diciamo da tempo la squadra è ancora incompleta, lo sanno anche le pietre e questo debutto in serie A ci lascia alcune certezze. La prima è legata alle mille persone (voto 8 ) al seguito che hanno assiepato gli spalti del Marassi colorandoli di giallorosso e lasciando nell’aria il frastuono dei nostri amati cori. La seconda certezza è che forse da ieri sera il Benevento avrà qualche estimatore in più tra i calciatori fino ad oggi reticenti ad indossare la maglia con tanto di sponsor “La Molisana” e probabilmente in questi pochi giorni di mercato qualcuno rinforzerà una rosa ancora a corto di uomini chiave. Ricordatevi, ogni errore in serie A si paga amaramente. Speriamo di non sentire questo motivetto ogni maledetta domenica.

 

Fonte foto Pagina Ufficiale Facebook Benevento Calcio

LE PAGELLE DI EZIO LICCARDI | TIM CUP Benevento-Perugia 0-4

Gli stregoni fuori dalla Coppa. Ciciretti e Letizia tra i migliori, Coda non è ancora al top

Niente paura. Certo fa impressione leggere Benevento – Perugia 0-4 dopo aver salutato, e parlo dell’apoteosi Carpi, lo stadio Vigorito con le lacrime di gioia che solcavano il nostro volto. Questa volta le lacrime sono state trattenute a stento non tanto per l’impressionante ed inaspettato passivo ma quanto per i soldi che i tifosi giallorossi hanno investito per assicurarsi le poltroncine di settori come i distinti e le curve per l’imminente serie A. Qualcuno abbandonando gli spalti sul risultato di 0-3 ha digerito la sconfitta pensando che in futuro vedrà quantomeno Higuain e Martens. Molti, invece, hanno risvoltato il calzino appellandosi alla cabala che vuole il Benevento uscire di scena per poi vincere il campionato.

Altro che Coppa Italia o meglio Tim Cup. E’ pur vero che vincere la competizione tricolore potrebbe portarci in Champions League ma bisogna considerare che non sarebbe un lustro avere una squadra in serie B. Siamo seri. Se fossi in voi l’eliminazione del Benevento dalla coppa Italia la prenderei con le pinze. Un eventuale quarto turno dei giallorossi porterebbe capitan Lucioni e compagni a dover sorbirsi una lunga trasferta ad Udine il 29 novembre a cavallo di 2 gare importanti come la trasferta in casa dell’Atalanta, dove non vorremmo ascoltare il balletto del Papu Gomez, e la partita casalinga con il Milan, quando i punti cominceranno a pesare.

Secondo voi cosa avrà detto Baroni nello spogliatoio, tra il primo ed il secondo tempo, ai suoi ragazzi sotto di un gol e con un uomo in meno? Ecco partirei proprio da qui. Vincere quest’incontro avrebbe richiesto uno spreco d’energie eccessivo e comunque i giocatori non avrebbero potuto reggere per ulteriori 45 minuti il buon ritmo iniziale. Ecco adesso mi è più chiaro tutto. Il secondo tempo non va per niente considerato. Analizziamo, invece, i primi 43 minuti quando il Benevento ha destato una discreta impressione anche se non era riuscito a sbloccare la contesa.

Il tecnico Baroni (voto 6,5) sta plasmando bene la squadra in vista dell’esordio in campionato con la Sampdoria. Il 4-4-2 perseguito mette in mostra la validità del progetto che vuole un’identità ben precisa che sfrutta principalmente le fasce e le veloci ripartenze. Ha impressionato Letizia (voto 6,5) che ha accompagnato sempre le azioni di Ciciretti sovrapponendosi ed arrivando spesso al cross. Allo stesso tempo puntuale nelle diagonali e già in buoni condizioni fisiche. Sembra costituire insieme a Ciciretti un’ottima asse in perfetto stile inglese da dove partono traversoni sui quali c’è scritto “basta spinger”. Però il nostro Amato numero 10 (voto 6,5) ha dimostrato di avere qualità utilissime negli ultimi 25 metri scodellando palloni alla “Insigne”, con l’altro piede per intenderci, oppure cercando la conclusione a rete saltando l’uomo, da destra verso sinistra per capirci.

La fascia sinistra ha convinto meno. D’Alessandro (voto 5,5) nei primi minuti andava via in velocità come la lama bollente che attraversa il panetto di burro. Poi, dopo 25 minuti, si è intestardito nell’uno contro uno perdendoli tutti. Il povero Di Chiara (5) dopo qualche tentativo d’inserimento sulla corsia di sinistra ha rinunciato alla sua libertà pensando esclusivamente alla fase difensiva che, però, non ha soddisfatto a pieno tenendo presente il ritardo, nell’occupare la posizione sul cross di Zanon che ha procurato il vantaggio del Perugia a 2 minuti dalla fine del primo tempo. Peccato perchè fino a quel momento la squadra si era espressa bene e capitan Lucioni (voto 6) stava dando le giuste direttive per far funzionare la linea a 4 con il suo compagno di reparto Camporese (voto 5,5) anche lui in evidente affanno sullo stacco aereo di Cerri in quei maledetti 2 minuti finali.

Belec (voto 5) su quel gol non poteva farci nulla ma sugli altri si. Attenzione i voti che leggete sono relativi al primo tempo altrimenti qualche voto andrebbe rivisto. Ecco le lacrime, quelle di cui parlavamo prima. Scusaci Belec avrai tanto tempo per dimostrare il tuo valore ma stasera qualcuno ha rimpianto Cragno. Andiamo avanti. Insomma cosa non è andato stasera? Cataldi? Lasciamo stare l’espulsione: No, non lasciamo stare l’espulsione perchè in quel rosso Cataldi (voto 4,5) ha dimostrato di essere un giovane alunno, di una qualsiasi scuola superiore, svogliato e negligente tanto da non reggere con Del Pinto un attacco così propositivo.

Però Del Pinto (voto 6) ha cercato di essere sveglio e presente lottando come un vero gladiatore sannita vista la sua militanza con i colori sociali ed è riuscito a far notare i suoi miglioramenti dalla Lega Pro ad oggi. Bravo. E l’attacco? Vi è piaciuto l’attacco della strega? Riavvolgiamo il nastro. Ciciretti e Letizia hanno creato diversi presupposti per portare in vantaggio il Benevento ma nessuno di questi è stato sfruttato a dovere da Puscas e Coda. Puscas (voto 6) ha corso tanto retrocedendo spesso a centrocampo, ha vinto diversi corpo a corpo, ha guadagnato qualche punizione e si è fatto trovare pronto sulle inzuccate di testa anche se la precisione latitava.

Invece Coda (voto 5,5) è sembrato meno mobile perdendo diversi palloni spalle alla porta e tagliando quasi mai nelle maglie avversarie. Anche lui ha avuto 2 buone occasioni ma, rispetto alle amichevoli estive, non è riuscito a buttarla dentro. Il primo tempo ci è piaciuto siamo sinceri e tutti siamo consapevoli che da oggi a chiusura mercato il presidente Vigorito ci regalerà qualche altro rinforzo. Il campionato sarà diverso ve lo assicuro, il Benevento non retrocederà ne sono certo, anche quest’anno saranno solo lacrime di gioia. A proposito dimenticavo, arbitro voto 4.

Manuel Calandro: il primo della fila

Il ventiduenne sannita è stato il primo ad effettuare l’abbonamento libero del Benevento per il prossimo campionato di Serie A

Uno come tanti, forse no. Potremmo raccontare la storia di tutti quelli che hanno trascorso ore interminabili davanti ai cancelli dello stadio Vigorito per sottoscrivere l’abbonamento al Benevento Calcio in serie A e forse alla fine le troveremmo tutte uguali o forse no. Di certo esisterebbe lo stesso un numero uno ma il destino ha voluto che il primo della fila per il settore curva fosse lui. Certo, Manuel Calandro è stato artefice del proprio destino perchè stesso lui, solo lui ha scelto di appostarsi alle ore 14 davanti al cancello giallo che dopo 25 ore gli avrebbe permesso di essere riincolonnato in una ulteriore suddivisione che lo avrebbe portato diritto all’obiettivo. Tutti, genitori ed amici, erano al corrente della sua volontà e nessuno ha cercato di dissuaderlo abituati ormai a questi attimi di follia. Siamo sicuri che sia stata la follia a spingere Manuel in questa sua avventura? Assolutamente no. Ripeto, se volessimo ascoltare le storie di tutti troveremmo un filo conduttore che ci accomunerebbe sotto un’unica bandiera, quella della fede. Quella fede che non sei tu a scegliere, quella fede che può arrivare in qualsiasi momento come un fulmine a ciel sereno, quella fede che arriva e sfascia tutto, quella fede che ti fa girare la testa e che si specchia nel suo narcisismo, quella fede che si stampa addosso come un tatuaggio, quella fede che arriva fin da subito o in maniera più tardiva ma che di sicuro non ti lascerà più, quella fede che verrà sempre difesa nel giusto o nel torto, insomma la fede. Non è da tutti avercela, specialmente in questo caso, perchè parliamo di un giovane ventiduenne abituato a crescere in fretta ed a risolvere i propri problemi personalmente. Porsi un obiettivo e raggiungerlo non è da tutti se si pensa che molti aspetteranno il papà di turno che comodamente da casa invierà la propria richiesta d’abbonamento. In questo caso l’esperienza vissuta da Manuel va raccontata come stimolo a tutti nell’affrontare le sfide che ogni tanto bisogna porsi dimostrando a se stessi quella caparbietà che spesso oltre ad essere un pregio può diventare anche un difetto, per dimostrare a se stessi con orgoglio che tutto quel che si vuole non cadrà dal cielo ma bisognerà semplicemente prenderselo. Un legame a questa terra affievolitosi negli anni adesso con il Benevento Calcio e con la serie A potrà e dovrà trionfare dentro ognuno di noi. Quell’affezione che prova il giovane Manuel verso la squadra, verso i colori, verso la città, verso la sua storia e che lo hanno spinto a consegnarsi a Benevento da beneventano innamorato. Incollato 25 ore ad un cancello Manuel ha visto arrivare tutti. Ad uno ad uno li ha visti in volto, ha chiacchierato con tutti quelli che ha conosciuto, ha riso con tutti, ha trascorso la notte senza chiudere occhio giocando ad uno o ad un altro gioco. Le ore passavano, la notte spariva, il sole diventava sempre più splendente e soprattutto caldo, caldissimo, insopportabile. E’ stato magnifico vedere beneventani legati da una sola passione: la propria città. Solo per essa quest’odissea andrebbe ripetuta ripercorrendo i momenti di ritrovato altruismo che hanno visto uomini aiutare altri uomini nelle difficoltà che irte si presentavano e ripresentavano ad ogni giro di lancetta. Certo Manuel, come chiunque ha sofferto col sorriso sulle labbra turbandosi allorquando il menefreghismo di alcuni ha preso il sopravvento. I soliti furbi che all’improvviso si accalcavano tra la folla cercando di superare chi dopo un’intera notte insonne stoicamente si reggeva in piedi, chi dopo litri di sudore versati con fermezza difendeva il proprio posto al sole. Manuel era il primo della fila, nessuno lo avrebbe scavalcato, nessuno avrebbe schiacciato il proprio diritto di varcare per primo quel cancello anche se con malizia saliva l’insinuazione che per colpa sua si fosse creata questa situazione a tratti ingestibile. Manuel ha risposto a tutti con il suo sorriso non lasciando per un attimo quel metro quadro conquistato domenica alle ore 14. La fila si sarebbe creata ugualmente ma forse non tutti erano partiti da casa con la maturità di un ventiduenne. Alla 25esima ora si sono aperte le porte del Paradiso, Manuel ha raccolto il suo zainetto stracolmo di ogni necessità e con il suo inseparabile cappellino ha varcato la porta di ferro bucherellata per trasferirsi in un’oasi di strana frescura. Foto di rito ed obiettivo raggiunto. Manuel Calandro è stato il primo abbonamento libero, dopo la prelazione, del Benevento in serie A. Immaginate la soddisfazione, immaginate la stanchezza che lo ha accompagnato fino a casa lì dove tutto sarebbe diventato normale come quando prese il brevetto da paracadutista o quando scelse di subire un’operazione di rinoplastica. Il tempo passa, i ricordi rimangono. Forse un giorno rifarà tutto ciò per suo figlio, forse un giorno riuscirà a capire le sue scelte da un punto di vista diverso, forse un giorno racconterà a suo padre che è stato dolce ascoltare i suoi intendimenti lavorativi da voler condividere in futuro con lui. La positività attrae altra positività. Nessun eroe, nessun mito, uno come tanti di cui questa città, Benevento, dovrà nutrirsi sempre. Il resto è serie A

La prima volta non si scorda mai

Il racconto di Ezio Liccardi dopo la pubblicazione del calendario di Serie A Tim che vede affacciarsi per la prima volta la Strega

“Non è possibile!” disse ‘zi Ntonio. “Statt zitt” borbottò ‘zi Nicola con l’orecchio incollato alla tele mentre il presidente federale Tavecchio pigiava con forza il tasto che avrebbe dato il via alla stagione agonistica del massimo campionato di serie A 2017/18. Forse si era già vista negli anni precedenti una simil cosa ma stavolta c’era il Benevento e qualcuno ancora non ci credeva. Ad una ad una sono uscite le big. Prima la Roma, poi il Milan, poi l’Inter, la Juventus, la Lazio e poi il silenzio. Bocche cucite, occhi sgranati, silenzio assordante. “Vuò verè che jucamm ‘o derby” disse ‘zi Franco un attimo prima di zittirsi nel vedere il nome della sua squadra del cuore. Allora è vero? La strega quest’anno gioca in serie A! Si lo ha detto anche il telecronista Leo Di Bello annunciando il settimo accoppiamento Sampdoria – Benevento. La società del presidente Oreste Vigorito inizierà la sua favola a Genova in quel Marassi che ha già visto in faccia la strega un paio di anni fa, ma allora era la TIM CUP adesso è campionato e la strega farà sicuramente più paura. “Io m’aggio fatt l’abbonamento dint i distinti” confermò ‘zi Ntonio ricordando a tutti l’estenuante fila sotto il sole per raggiungere la quasi frescura dei botteghini. “Io sto aspettann ca finisce ‘a prelazione” pensò ‘zi Nicola per non svelare agli amici la sua condizione finanziaria che non gli consentiva di avere certezze neanche per un abbonamento di curva. ‘Zi Franco si avvicinò allo schermo per capire cosa dicesse un emozionato ed elegantissimo Vigorito vistosi proiettato nel calcio che conta dopo anni e anni di pallone. “Che presidente ca tenimm” lo dissero tutti quasi in coro mentre scorrevano le giornate del calendario che ribadivano il concetto: Benevento in serie A. L’esordio in casa il 27 agosto contro il Bologna potrebbe mettere di fronte l’ex Filippo Falco. La sosta per la Nazionale ci sembrerà strana ma avremo il tempo di metabolizzare i ritmi di serie A per riaccendere l’entusiasmo del nostro tifo accogliendo il nobile Torino. Alla quarta andremo a Napoli contro una squadra da Champions League e alla quinta riceveremo la prima big del campionato, quella Roma priva del suo ex capitano Francesco Totti che avrebbe onorato la nostra città. Non finisce qui perché al Vigorito, una dopo l’altra verranno le due milanesi ed anche l’altra romana, ma anche la Fiorentina ed il Sassuolo. In poche parole godiamoci lo spettacolo con la consapevolezza che bisognerà far punti per salvarsi in attesa del girone di ritorno quando si accenderanno i riflettori di un ipotetico anticipo con la Juventus, alla vigilia di un quarto di finale di Champions contro il Manchester United, che lancerà la volata alla lotta per non retrocedere. Le ultime fatidiche quattro giornate, l’ultimo mese di campionato che metteranno a dura prova le coronarie di tutti i tifosi giallorossi. “Emma fa punti ch’e piccerell” profferiva ‘zi Ntonio trasformatosi in un frate cappuccino in vena di retorica. “Si ma ce vonn e jucatur” intonava il molesto ‘zi Franco convinto che non ci siano ancora le carte in regola per salvarsi mentre ‘zi Nicola sorrideva nel vedere l’Udinese, il Genoa ed il Chievo riempire le ultime schermate di un calendario ormai stanco. Intanto le luci soffuse del bar accompagnavano le parole ovattate dette dal nostro massimo fattore che ricordava a tutti l’obbligo di dover crescere per mettersi al pari di chi da anni ha trovato la propria stabilità nel calcio vero. Godiamoci allora giorno dopo giorno il primo campionato di serie A del Benevento Calcio, tanto prima o poi le incontreremo tutte, senza però rischiare mai di far “girare le pale” al nostro amato presidente con le scarpe da tennis. Come diceva ‘zi Peppe prima di lasciarci.

Benevento grazie di tutto, ma gli abbonamenti?

Comincia la stagione per i giallorossi con il ritiro a Sestola. Impazza il calciomercato arrivi ufficiali e nomi caldi come nuovi obiettivi, partita anche la campagna abbonamenti. Le riflessioni del nostro Ezio Liccardi

Il treno giallorosso è partito per Sestola con a bordo i protagonisti della trionfale stagione appena trascorsa e con in più qualche volto nuovo che rinforzerà il Benevento tipo l’esterno basso Letizia ed il portiere Belec direttamente da Carpi, il difensore centrale Gravillon proveniente dal settore giovanile della pluridecorata Internazionale e l’attaccante, ex Salernitana, Coda. Tutti in piedi, tanti applausi ma gli abbonamenti? Il treno giallorosso è arrivato a Sestola, i protagonisti vecchi e nuovi si sono sistemati nelle camere d’albergo, hanno preso visione della struttura sportiva sulla quale svolgeranno la prima parte del primo ritiro della strega in serie A, hanno cenato e dopo qualche partita a carte e qualche colpo di stecca si sono adagiati tra le braccia di Vigorito per sognare un’annata da incorniciare. Buonanotte eroi, rispettate i nostri colori ma gli abbonamenti? Il treno giallorosso è fermo a Sestola e quando ripartirà per Brunico, porterà con se una “rosa” ancora più ricca e corposa di giocatori, che hanno sottoscritto il progetto Benevento con la fame di chi vuol mangiare l’erbetta di tutti gli stadi d’Italia. La maestria del ds Di Somma ed il sorriso del presidente hanno coinvolto Andrea Costa dell’Empoli, gli atalantini Djimsiti e D’Alessandro ed il perugino Gianluca Di Chiara (diventato nelle ultime ore ufficiale). Che spettacolo, che squadra ma gli abbonamenti? Finalmente. Dopo aver appurato l’ampliamento della capienza stadio fino a 17.500 posti e dopo aver dato inizio ai lavori che dovranno conformare il tutto per la serie A è partita anche la campagna abbonamenti con lo slogan “SiAmo tutti Benevento” che riempirà lo stadio Ciro Vigorito in ogni ordine di posto. Se tutti i 12.500 sediolini fossero occupati il Benevento Calcio incasserebbe 60.582.000 e potrebbe veramente regalarci una stagione ad alto livello se consideriamo che sarebbero da vendere ancora 5.000 posti e quindi il gruzzolo della nostra amata società diventerebbe ancora più cospicuo. Grazie Oreste Vigorito, grazie per averci regalato un sogno ma gli abbonamenti? Il treno giallorosso è partito ma su questo treno non ci sarà posto per tutti. Scatterà il diritto di prelazione dei vecchi abbonati. Chi aveva il posto in tribuna superiore vorrà scappare in curva sud, chi non aveva una perfetta visuale nella tribuna inferiore, cercherà di sistemarsi nella nuova curva nord; gli abbonati dei distinti nell’indecisione riconfermeranno il proprio posto con la paura di perderlo vedendo sparire accanto a se una dopo l’altra le figure del figlio di 9 anni, della figlia di 12, della moglie distratta e del papà, anzi del nonno, che per anni non ha mai abbandonato quel seggiolino rosso. Uno stadio fatto di soli uomini, di soli gladiatori sanniti, ma gli abbonamenti? Intanto mister Baroni sta preparando la prima uscita stagionale del Benevento Calcio in Werie A contro la formazione dilettantistica del Faro Gaggio, mentre qui al Sud si continua solo a parlare, parlare, parlare… Me compreso.

Con il Benevento in Serie A tutto sarà diverso

Ezio Liccardi, allenatore e sannita doc apre questa rubrica sul club giallorosso che si accinge all’esordio assoluto nel massimo campionato nazionale

Sai quelle storie che terrorizzano i più piccoli? Tipo, non dire tre volte Candyman allo specchio altrimenti…Insomma la sera dell’8 giugno allo stadio Ciro Vigorito nessuno avrebbe mai inneggiato alle serie A, tanta la paura che non si avverasse un sogno, se non dopo il triplice fischio finale dell’arbitro che avrebbe decretato per davvero l’ingresso nella massima serie del Benevento. Al 93esimo minuto con il risultato sbloccato da Puscas il tifoso giallorosso ha messo insieme tutte le lettere, ha tirato un bel sospiro e con tutto il fiato che gli rimaneva in gola ha gridato: Benevento la serie A è tua. E’ stato tutto un brivido. Ancora oggi sembra un sogno aprire la pagina del televideo e trovare dopo l’Atalanta il Benevento con la scritta serie A. Sembra strano ascoltare il nome della nostra città dalle voci note di commentatori Sky o mediaset. E’ tutt’ora assurdo pensare che Higuain dopo il sole di Napoli e la Mole di Torino possa conoscere l’Arco di Traiano magari selfandosici sotto. Tra poco accadrà tutto questo e tanto altro se si considera che mai e poi mai il San Siro di Milano ha avuto l’onore di ospitare il nostro popolo sotto i riflettori del mondo by in Cina. Di sicuro il tifoso medio dovrà maturare, cambiare atteggiamento evolversi in fretta come veloce è stato il passaggio dalla Lega Pro alla serie A. Se prima si puntava il dito facilmente contro il capro espiatorio del momento adesso è intuibile che visti i risultati non possiamo fare altro che fidarci ciecamente di tutto l’entourage giallorosso perchè unici e capaci di averci portato nel grande calcio. Gustiamoci lo spettacolo, sarà una parata di campioni, ogni domenica ci lustreremo gli occhi guardando i tanti calciatori che entreranno nel nostro stadio e che oltre ad avere nelle orecchie il silenzio della propria musica assaporeranno il sapore della Strega. Ci apprezzeranno in tanti, diventeremo una piazza simpatica perchè dimostreremo l’appartenenza al nostro territorio senza denigrare quello altrui magari per partito preso. Lo stadio verrà rimodernato, sicuramente aumenterà anche la capienza e fioccheranno gli abbonamenti visto che nessuno assicurerà a nessuno di potersi premunire di tagliando, durante la stagione agonistica, per i match più prelibati contro le big. Quei colori, quelle strisce giallorosse impazzeranno sul terreno di gioco masticando ogni minimo centimetro soprattutto contro quelle squadre a cui non riserveremo il pienone e chi indosserà la nostra maglia è perchè vorrà farlo anche in serie A, soprattutto in serie A. Che dire, la fibrillazione è tanta ed i primi passi estivi del club beneventano stanno scavando un solco nelle nostre menti vogliose d’incorporare ricordi. Il primo acquisto della serie A, l’addio non certo di Cragno, la fattiva collaborazione con l’Inter, il dubbii che Amato Ciciretti possa essere la stella del Benevento, le sedi del ritiro, le amichevoli internazionali…Il Benevento è in serie A, tutto sarà diverso.