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Napoli, è un Patto Scudetto che parte dalle introduzioni

Dall’ultimo match della stagione 2016/17 al ritiro di Dimaro ha preso definitivamente forma l’acclamato patto: ora è il momento di tramutare i sogni in realtà

Tutto sta nelle introduzioni, sono la base di tutto. L’introduzione è un’immissione, una premessa, il modo principale per dare il via a un percorso di crescita o alla battaglia finale. Essa può costituire anche una stretta di mano che vale un patto. A Napoli non si parla d’altro, come se dovessimo prepararci al D-Day, al combattimento ultimo per la conquista di Cartagine. In effetti una battaglia esclusivamente calcistica ci sarà ed è già nata all’indomani della sfida di campionato contro la Sampdoria. Dal luna park del Marassi al ritiro di Dimaro è un attimo: tra Sarri e calciatori è arrivata la certificazione ufficiale del Patto Scudetto e ci sono tutte le buone intenzione per arrivare al raggiungimento degli obiettivi stagionali, a cominciare da quel play off di Champions che rappresenta lo spartiacque – il primo e subito decisivo – di una stagione intera. In barba alla tradizione negativa negli ultimi anni per i club italiani, l’armata del comandante napoletano-toscano non può fallire la chiamata della fase a gironi, sarebbe un brutto passo falso da registrare quando mancheranno ancora otto mesi al termine di un’annata particolare, o almeno così dovrebbe essere.

Il Patto Scudetto è stato firmato e messo agli atti ancor prima di giungere nella località trentina. L’hanno sottoscritto tutti, c’è chi ha rinunciato alle ferie per cominciare subito con gli allenamenti. L’accordo ha preso forma anche sotto il profilo del mercato: forse andrà via Strinic dato l’arrivo imminente di Mario Rui, solo gli esuberi hanno realmente le valigie pronte a cominciare da Duvan Zapata. È arrivato Ounas dal Bordeaux (altra introduzione), si stringe per Berenguer dell’Osasuna, resta vivo il nodo legato ai portieri. Ciononostante, rinnovo o meno, Reina resterà in azzurro e sarà il portiere titolare anche per la stagione ormai alle porte, magari elargendo qualche prezioso segreto da esperto del mestiere a un giovane di prospettiva che non attende altro che essere lanciato definitivamente sui vari prestigiosi palcoscenici calcistici.

Tra i firmatari, non potevano mancare Giuntoli e soprattutto De Laurentiis. Nelle successive al successo sulla Sampdoria, Sarri aveva detto che il tricolore è una forma di interpretazione onirica che non può essere affatto programmato. Sarà vero? Eppure manca davvero poco per tramutare i sogni in realtà: l’uno per fare cento, ciò che è mancato alla squadra fino ad ora e soprattutto in una stagione nella quale si è rasentata la perfezione. Si può battere la Juventus? La compattezza del gruppo rappresenta un punto di forza nevralgico per i partenopei, la squadra si sta avvicinando allo squadrone bianconero e il tecnico dal presidente ha ottenuto non solo un riconoscimento personale strameritato a livello contrattuale, ma anche il blocco dell’attuale organico a partire dalle colonne portanti di questa bellissima realtà calcistica ammirata e osannata a livello europeo.

Ora non resta che aspettare, la creatura deve prendere la sua forma. L’ottimismo regna sovrano nel gruppo, addirittura capitan Hamsik si è spinto oltre ed ha pronunciato quel termine che il comandante non farà mai. Magari si pronuncerà a maggio, non si sa mai. L’importante è crederci, avere fiducia dei propri mezzi e garantire passione e massimo sforzo su un sogno/obiettivo che a Napoli negli ultimi anni si è sfiorato più volte. È arrivato il momento di riaggiornare il palmares.

 

Fonte foto Official Twitter SSC Napoli